Cenni Storici
Civitella in Val di Chiana
esisteva già, come insediamento, in età etrusco-romana, provata anche dai
rinvenimenti di un'urna cineraria con iscrizione etrusca presso Viciomaggio
o del cippo sepolcrale rinvenuto nella chiesa di San Pietro a Ciggiano.
Più tardi, alcuni
dei luoghi che erano stati insediamenti etrusco-romani, diventeranno forti
longobardi, come Gaenne o, appunto, la rocca di Civitella, con le caratteristiche
di sorgere su colli notevolmente rialzati e capaci di controllare vaste zone
sotto di sè, in generale confluenze fra valli diverse; a partire da questo
momento si assistè all'esteso fenomeno dell'incastellamento e, in Val di Chiana,
al decadimento della via Cassia, con la nascita di percorsi pedecollinari
che collegavano i nuovi piccoli nuclei più facilmente difendibili.
Tra il IX e l'XI secolo l'intera
area ebbe un periodo di fondamentale sviluppo, legato al diffondersi di pievi,
monasteri, badie e ospedali, sorte lungo le antiche vie romane e le nuove
strade medioevali. A partire da questo periodo si hanno sempre maggiori notizie
del castello del "feudo di Civitella", che dopo il Mille passò al
vescovo di Arezzo. Il castello venne chiamato 'Civitella del Vescovo' per
la sua appartenenza ai Vescovi di Arezzo, che l'avevano eletto a capoluogo
del loro viscontado in Val d'Ambra
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Guglielmino
degli Ubertini
Divenuto
nel 1248 vescovo di Arezzo a soli 29 anni, Guglielmino degli Ubertini
(1219-1289), di famiglia ghibellina, per contrasti con il Comune della
città decise di porsi a capo della fazione guelfa e si ritirò a Civitella.
Tornato ad Arezzo, in pochi anni ottenne il controllo della città. A partire
dal 1280 si spostò sempre più verso la fazione ghibellina: cacciato dalla
città, tra il 1284 e l'85 riuscì di nuovo ad avere la meglio sui guelfi
grazie all'aiuto di Buonconte da Montefeltro, il capo ghibellino che gli
sarà accanto nella fatale battaglia di Campaldino. Nel 1288, i due sconfissero
i senesi a Pieve al Toppo, ma l'anno seguente, nella piana di Campaldino,
dovettero misurarsi con le soverchianti forze dell'esercito fiorentino,
perdendo la vita sul campo.
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Nel XIII secolo, Civitella subì
la sua prima distruzione e fu ricostruita nel 1272 per ordine del vescovo
di Arezzo Guglielmino degli Ubertini: dopo la battaglia di Campaldino (1289),
Civitella venne occupata dai fiorentini; tornato ai vescovi di Arezzo nel
1311 vi fu stipulata una pace fra il vescovo Ildebrandino dei conti Guidi
di Romena e gli ambasciatori dell'imperatore Arrigo VII, che segnò un periodo
di allentamento nelle guerre fra guelfi e ghibellini
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Gli statuti di Civitella
Nel
1501 Civitella decise di attuare una revisione degli antichi statuti,
traducendoli in volgare ed aggiornandoli con nuove disposizioni.
Il 21 luglio 1553 vennero autorizzati nuovi Statuti, con una struttura
abbastanza simile a quelli del 1551. Grandi novità furono apportati negli
Statuti del 1591, che affidavano al Podestà di Civitella la competenza
criminale per i reati inferiore alle 50 lire, ma vi era molto ridotta
l'autonomia locale a favore della legislazione fiorentina. Tutta la Podesteria
di Civitella entrerà comunque in crisi a partire dagli inizi del XVIII
secolo fino ad essere smantellata nel 1808, quando entrerà in vigore,
anche in Toscana, la legislazione napoleonica prevista dal Codice civile
francese. Nel 1838 infine la Podesteria venne soppressa e tutte le competenze
passarono all'amministrazione di Monte S.Savino.
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Nel corso del Trecento, il
castello seguì le sorti di altri castelli del contado aretino, alternandosi
tra il dominio dei vescovi di Arezzo e quello della repubblica fiorentina,
alla quale passò definitivamente nel 1384, diventando sede di Podesteria.Nel
1554, Civitella venne attaccata dalle truppe senesi di Pietro Strozzi e difesa
da Paolo da Castello, capitano al servizio di Cosimo I dei Medici.
La podesteria trecentesca fu successivamente eretta in comunità nel 1774, in
occasione del riordino territoriale e della riforma amministrativa voluta dal
granduca Pietro Leopoldo.
- La strada dei Mercanti
- In
epoca Leopoldina questa arteria venne utilizzata come via secondaria per
trasportare il grano dalle fattorie della Valdichiana al Valdarno passando
per la Valdambra, ma il tracciato esisteva sin dal Medioevo. Esso toccava
alcune località rinomate per i mercati e per le fiere, come Caggiolo, Mercatale,
Selvapiana, Levane. Il percorso partiva presumibilmente nei pressi della
Fattoria di Fontarronco, passava da Spoiano, costeggiava il Leprone, arrivava
poi a Caggiolo e alla Palazzina, per scapicollare subito dopo il passo di
Mercatale. Lasciato l'attuale territorio di Civitella correva lungo la Trove
verso la Valdambra per arrivare infine a Levane. Sull'origine romana della
strada non esiste accordo tra gli studiosi.
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Il 29 giugno 1944, durante la seconda
Guerra mondiale, gli abitanti dei paesi di Civitella, Cornia e San Pancrazio
(in comune limitrofo) subirono un terribile massacro da parte delle armate tedesche
della divisione Herman Göering. Le vittime furono 115 a Civitella, 58 a Cornia
e 71 a San Pancrazio. Per tale accaduto, nell'anno 1963, è stata conferita al
Comune di Civitella in Val di Chiana una medaglia d'oro al valor civile (atto
di conferimento).