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Cartina dei tre itinerari proposti
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Sistema delle
aree protette della Provincia di Arezzo-
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- 1° itinerario: i nuclei di collina
- Tuori - Dorna - Oliveto - Ciggiano - Cornia - Gaenne.
- Percorso: circa 40 Km. Da fare in auto e a piedi poiché non tutte le località
sono raggiungibili con strade carreggiabili e asfaltate. Si può dedicare all'escursione
un'intera giornata.
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- Si raggiunge Viciomaggio tramite il raccordo autostradale di Arezzo-Battifolle
dalla città di Arezzo o dall'Autostrada del Sole (A 1).
- Da Viciomaggio ci dirigiamo a Tuori, antico borgo di origine medievale appartenente
al piviere di S. Maria al Toppo. Sono ancora visibili i resti delle antiche
fortificazioni. Visitabile la Chiesa dei SS.Giorgio e Lucia, del XIII secolo.
- Nei pressi di Tuori, in località Sasso saracino, è possibile vedere una
bella casa colonica, fabbricata nel XVI secolo dalla Fraternita dei Laici
di Arezzo.
- Da Tuori si torna alla provinciale per Badia al Pino, si scavalca l'Autostrada
del Sole e a destra si trova la deviazione per Dorna, piccolo abitato che
fu insediamento longobardo. La parte più antica attualmente rimasta integra
è la torre, ricordata nei documenti fin dal 1198, collocata al centro dell'abitato
colonico nel quale si trova la bellissima fattoria del XVIII secolo.
- Da Dorna si può proseguire per la carrareccia, incrociando per un brevissimo
tratto la provinciale per il capoluogo per poi riprendere nuovamente una carreggiabile,
non asfaltata ma agevole, che conduce verso il nucleo medievale di Oliveto.
Sono visibili alcuni tratti della cinta muraria in cui spicca il Cassero che
difendeva la porta nord dell'abitato. Da visitare la Chiesa di S.Andrea, probabilmente
di età precedente il '300, annessa nel XV secolo alla pieve di S.Maria al
Toppo. Si segnala anche la Cappella della Chiesa della Compagnia, rifatta
nel XVII secolo.
- Tra gli edifici religiosi spiccano anche il Tabernacolo della Madonnina
subito fuori le mura, trasformato in piccola cappella durante l'800 e la Chiesa
di S.Giovanni di Oliveto.
- Da Oliveto, ridiscendendo per un tratto abbastanza agevole della carreggiabile
(via Vierucci) si giunge a Ciggiano. Interessante la passeggiata per le vie
del piccolo centro dove si possono ammirare le antiche fortificazioni. Da
vedere la Chiesa di S. Biagio, dove si trova il bell'altare Mazzeschi della
metà del seicento.
- Percorrendo nuovamente una carreggiabile che passa dalla località Caggio,
si confluisce nella provinciale 19 Procacci per S. Pancrazio finché si giunge
presso il podere Casanova, dove si imbocca, sulla destra la carreggiabile
che conduce a Cornia, piccolo nucleo posto a circa 560 m. di altitudine dove
esisteva un centro per la lavorazione delle scope di saggina. In mezzo al
bosco e raggiungibile a piedi attraverso un sentiero è l'oratorio di S.Maria
Maddalena a Vallebuona. Il percorso continua verso Civitella da dove ci immettiamo
nella provinciale e scendiamo sino all'incrocio, dopo il cimitero, con l'oratorio
della Madonna di mercatale. Abbandoniamo la provinciale e prendiamo, a destra,
la carreggiabile per Viciomaggio. Prima del Poggio Castellare incrociamo il
sentiero n. 105 del CAI. A questo punto è opportuno lasciare l'auto e proseguire,
a sinistra, per questo sentiero che scende fino ai resti del Castello di Gaenne.
E' questo un toponimo di origine etrusca. Nel VI secolo divenne il sito di
un fortilizio bizantino. Nel Mille era di proprietà dei longobardi di Dorna
e successivamente passò ai Tarlati di Arezzo. Nel 1385 finì sotto il dominio
di Firenze che ne ordinò la distruzione. Ne restano oggi soltanto le rovine
che meritano di essere visitate, anche per la bellezza del paesaggio che le
circonda.
Tornati sulla carreggiabile saliamo fino al Poggio Castellare per discendere
fino a Viciomaggio, fine ed inizio dell'escursione.
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- 2° itinerario: i nuclei di piano
- Pieve al Toppo - Tegoleto - Spoiano - Albergo - Badia al Pino - Viciomaggio.
- Percorso: circa Km 22 da fare in auto. Complessivamente è sufficiente mezza
giornata.
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Si giunge a Pieve al Toppo percorrendo la strada statale 73. Il toponimo
è quasi sicuramente di origine longobarda. La Pieve paleocristiana verso
la metà del '400 si trovava in abbandono e così venne unita alla chiesa
di S.Andrea di Oliveto. Sembra sia stata distrutta, assieme all'annesso
ospedale, nel 1502. Sul suo sito venne costruito un oratorio nei primi anni
del XVI secolo, restaurato dopo il 1527. A partire dal 1906 l'oratorio fu
dedicato alla Madonna del Conforto. Nei pressi di Pieve al Toppo è da segnalare
l'imponente complesso colonico di Mugliano. Il toponimo deriva dal latino
mulius o mullius, l'origine romana è confermata da numerosi ritrovamenti
di una grandiosa villa di cui si riconoscono colonne di granito e frammenti
di marmo. L'attuale edificio rurale è stato costruito nel XVIII secolo,
durante il periodo delle bonifiche.
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Da pieve al Toppo si continua per la Senese-Aretina 73 e si giunge in
breve a Tegoleto .
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Da vedere la torre interna al borgo, unica testimonianza delle strutture
difensive dell'abitato medievale. Nell'abitato si possono vedere i resti
della parte absidale della Chiesa romanica di S. Biagio, già esistente nel
X secolo ma ristrutturata nel XII. Molto bello dal punto di vista architettonico
l'edificio della fattoria di Tegoleto, di origini secentesche, che si trova
in località La Fattoria.
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Visitato Tegoleto, si prosegue per la statale 73 in direzione di Spoiano,
costituito da una piazza centrale e dagli edifici del borgo accorpati nel
'700. Interessante nel suo insieme come abitato, Spoiano mostra al suo interno
anche un'antica chiesetta ad aula, ristrutturata nel XIX secolo. Transitando
ancora per la statale 73, ex strada regia postale del periodo lorenese si
giunge ad incontrare la carreggiabile per Oliveto che ci porta alla provinciale
22 e all'abitato di Albergo , antico borgo, probabilmente di origine romana.
Nel nucleo sorgeva un ospedale per viandanti e malati. Da Albergo passava
una Via Municipalis romana che si univa ad un ramo dell'importante via Cassia
per il Valdarno. Da Albergo si prosegue per la Provinciale 22, scavalcando
la A1 si giunge a Badia al Pino, paese di origini antiche, visto che la
sua chiesa, S.Bartolomeo, è ricordata già nel X secolo. L'abbazia faceva
parte del piviere del Toppo. Nel 1384 divenne feudo di Giovanni Acuto, capitano
di ventura di origine anglosassone. Interessante il borgo, dove attualmente
sono visibili i resti della porta e di una torre dell'antico castello, sviluppatosi
intorno all'Abbazia del Pino. Visitata Badia al Pino si prosegue per la
provinciale per Viciomaggio, ultima tappa dell'itinerario. Il centro insisteva
come insediamento anche nel Mille, essendo ricordato in un atto notarile
dell'epoca. Due erano le chiese ora scomparse, quella di S.Tommaso e quella
di S.Martino, il cui nome è stato assunto dall'attuale chiesa. Altro insediamento
nei pressi di Viciomaggio, raggiungile con carreggiata non asfaltata è Tribbio.
Nelle sue vicinanze, in località Fondaccio, si trova la settecentesca Villa
Milloni alla quale è annessa una cappella secentesca sul cui fianco si può
vedere il quadrante di un antico orologio. Con questa sosta termina l'itinerario
di pianura. Da Viciomaggio, infatti, si può raggiungere Arezzo tramite raccordo
autostradale oppure imboccare l'autostrada del Sole A1, il cui casello si
trova nei pressi del paese.
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- 3° itinerario: dal Valdarno a Civitella in Val di Chiana
- Pieve a Maiano - Montarfoni - S.Martino in Poggio - Civitella in Val di
Chiana.
- Percorso: circa 25 Km fino a Civitella, da percorrere in auto. Complessivamente
necessita un'intera giornata.
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L'itinerario inizia da Pieve a Maiano, sulla statale n° 69, ai confini
del comune di Arezzo. Il centro fu abitato in epoca romana, come testimoniano
ritrovamenti di ceramiche del I e II secolo d.C., nonché i ruderi di una
fornace in località Bosco di Vallimboi. La Pieve che ha dato nome al paese,
ricordata fin dal XII secolo, è attualmente scomparsa. La chiesa di S. Maria
Assunta, ove ancora si trova collocata una campana del 1358 proveniente
da Montoto, risale al XIX secolo.
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Dopo circa un chilometro lasciata Pieve a Maiano, lungo la statale 69,
prendiamo sulla destra una discesa sterrata e arriviamo al podere Spedaluccio.
La colonica di quest'ultima località è tutto ciò che resta di un antico
ospizio per viandanti, documentato fina dal 1198.
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Rientrati sulla S.S., dopo appena 50 metri, entriamo nella strada asfaltata
denominata Via della Centrale. Lungo questa strada troviamo i poderi Montoto
I e Montoto II. Il gruppo di coloniche che possiamo qui vedere sono quello
che rimane di un fortilizio longobardo. Il castello passò dal dominio di
Arezzo a quello di Firenze nel 1385. Proseguendo troviamo l'Oasi di protezione
della diga della Penna. Visitati Montoto e la diga della Penna torniamo
ad immetterci nella Statale 69. Usciamo brevemente dal territorio di Civitella
presso Ponticino e ci rientriamo subito dopo imboccando la rotabile per
Montarfoni. Il castello di Montarfoni venne aggregato al Comune di Civitella
nel 1774. Dell'antico castello restano la porta di accesso e alcuni tratti
della cortina muraria. Vi si può visitare la Chiesa di S.Andrea più volte
rimaneggiata. Proseguendo arriviamo a S.Martino in poggio, a quota 540,
conserva la Chiesa dei SS.Maria e Carlo, edificata nel 1690 e ampliata nel
secolo successivo. Superato S.Martino si entra nel percorso n°107 segnalato
dal CAI. Seguendo tale percorso si giunge al quadrivio ove sorge l'Oratorio
della Madonna di Mercatale. La chiesetta venne costruita nel 1630 grazie
alle elemosine degli abitanti di Civitella,forse come ringraziamento per
essere stati risparmiati dalla terribile peste che aveva mietuto vittime
ovunque.
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Dall'incrocio, passando accanto al cimitero si giunge a Civitella in Val
di Chiana. Si giunge nella piazza principale di Civitella (piazza Lazzeri)
dove si trova la Chiesa di S.Maria, esistente già nell'XI secolo, come priorato
benedettino. Di fronte alla chiesa si può ammirare la bellissima cisterna
di età medioevale. Ancora in piazza Lazzeri è visibile la quattrocentesca
Chiesa della Confraternita. Dalla piazza percorriamo via Martiri di Civitella
lungo la quale incontriamo il Palazzo dei Podestà. Esistono all'interno
interessanti affreschi risalendo fino al XIV secolo, mentre all'esterno
sono da ammirare i numerosi stemmi dei Podestà di Civitella.
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Continuando la passeggiata per via Martiri di Civitella si giunge alla
Rocca, fortilizio già esistente nel 1048. Essa occupava probabilmente l'area
di un castellare romano sorto presso il valico della via che, provenendo
dalla Valdichiana , saliva fino all'attuale cimitero di Civitella scendendo
poi in Valdambra. La rocca venne ristrutturata dopo la distruzione del 1252.
Sulla sinistra dell'ingresso si erge il torrione meglio conservato, a forma
quadrangolare, con la porta d'accesso interna alla cinta muraria. Sulla
destra si trovano i resti di un altro torrione di dimensioni maggiori ma
molto danneggiato ed in gran parte crollato. I danni più notevoli alle superstiti
strutture medievali vennero portati al termine dell'ultimo conflitto mondiale,
dopo la rappresaglia tedesca del 1944. Le mura, risalenti al XII secolo,
vennero restaurate nel 1969. Due erano le porte di accesso al castello.
La porta Aretina e la Senese. La prima venne distrutta durante il bombardamento
del '44 la seconda è rimasta ed internamente sono visibili le tracce di
un'edicola sacra con alcuni frammenti di affresco.
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Sentieristica CAI (Club Alpino Italiano)
- Per la mappa dei sentieri consultare la "Guida alla carta dei
sentieri fra il Chianti, l'Arno e la Chiana" a cura di G.P. Matteagi
e R. Buffoni.
- Sentiero 105
- Innesto sentiero 107 - San Martino in Poggio - Podere Fogliarina - Borro
di Lota - Gaenne - Crinale - Podere Scandolicci - Tuori.
- Il percorso del sentiero non presenta difficoltà, e gli unici tratti infrascati
segnalati dal CAI sono quelli lungo il Borro di Lota e a sud di Scandolicci.
Il tempo di percorrenza è calcolabile sulle 5 ore (andata) e 5.10 (ritorno).
- Sentiero 107
- Podere Palazzina - Podere Caggiarino - Bivio Vigiomaggio - Innesto sentiero
109 - La Carpine - Dorna - Innesto S.P. 18.
- L'intero percorso, lungo km 7,4, non presenta particolari difficoltà. Il
tempo di percorrenza va dalle 2 ore e mezza (andata) alle 3 ore (ritorno).
- Sentiero 109
- Innesto sentiero 107 - innesto sentiero 111 - Civitella - Villa Ninci -
Mucciano - Poggilunghi - Fondo valle - innesto sentiero 113.
- L'intero percorso è lungo km 9 e non presenta alcuna difficoltà. I tempi
di percorrenza vanno dalla 3 ore (andata) alle 3 ore e mezza (ritorno).
- Sentiero 111
- Innesto sentiero 109 - Monte acuto - innesto sentiero 113.
- L'intero sentiero, senza difficoltà, richiede un tempo di percorrenza di
circa 2 ore e 40 minuti sia per l'andata che per il ritorno.
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- Sentiero 113
- Innesto sentiero 111 - Cornia - Podere Pian del Pino.
- L'intero percorso, senza difficoltà e con tratti particolarmente suggestivi,
è di km 13,500 per una percorrenza totale di circa 5 ore e mezza sia per l'andata
che per il ritorno.
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