L'insediamento è situato sulla cima di un colle a forma di
sella a 525 m. slm in posizione dominante con splendido panorama sulla Val di Chiana e
sulle colline che lo separano dalla Val d'Ambra.
Civitella deve storicamente la sua importanza alla
collocazione strategica sul territorio rispetto ai percorsi verso Siena e verso Firenze, nonchè al suo ruolo di presidio fondamentale della città di Arezzo, i cui Vescovi-Conti
vi avevano staboilito una residenza con duplice funzione di rifugio militare e di
soggiorno estivo.
L'assetto definitivo dell'insediamento urbano può essere
datato verso la seconda metà del 1200, quando il vescovo Guglielmino degli Ubertini
decise di erigere delle imponenti fortificazioni sull'impianto del Cassero sorto su
precedenti fortificazioni romane e longobarde.
Il castello visse il suo periodo di massimo splendore con il
Vescovo Guido Tarlati che resosi signore di Civitella nel 1318, vì stabili la propria
dimora. Il paese intanto si era venuto strutturando e potenziando secondo uno schema
obbligato dalla morfologia del terreno e dalle preesistenti sturtture edilizie, quali i
borghi addossati alla porta senese ed al castello e la chiesa di S. Maria, situata
all'estremo opposto della sella collinare e collegata da un percorso di cresta con il
castello.
Tale percorso si venne strutturando e potenziando come asse
portante dell'impianto urbanistico come una sorta di grande piazza allungata con agli
estremi la piazza Becattini e la piazza Lazzeri, collegate dalla breve via Martiri di
Civitella, sul cui fronte più nobile prospetta un ampio portico. Lungo tale spazio
pubblico si affacciano le principali emergenze architettoniche di Civitella, le quali in
larga parte sono state ricostruite dopo le pesanti distruzioni subite a seguito della
feroce rappresaglia tedesca del 1944:
Palazzo Becattini, fino al 1877 di proprietà dell'omonima
famiglia, che attualmente funge da Casa di riposo per anziani.
Palazzo Pretorio, datato fine 1300, oggi di proprietà
privata.
L'edificio già sede della "Cancelleria" della
comunità, datato circa 1360, poi adibito a scuola ed oggi parzialmente utilizzato come
uffico postale.
La bella Cisterna in pietra su basamento ottagonale, unica ed
insostituibile risorsa idrica per molti secoli a beneficio del castello e della comunità.
Palazzo Ninci sulla piazza Lazzeri, frutto di una rifusione di
più edifici effettuata nel XVIII secolo.
Chiesa di S. Maria, risalente all'anno 1000, ricostruita in
stile romanico nel 1252 e oggetto di vari rimaneggiamenti successivi.
Inoltre si consiglia di vedere la cinta muraria con i suoi
numerosi baluardi percorrendo la comoda strada di circonvallazione. Oltre ai vari squarci
panoramici si potrà ammirare la originale forma rientrante della porta senese nei cui
pressi spicca anche un Tabernacolo con l'effigie della Madonna col Bambino in maiolica
policroma di chiara scuola Robbiana, datata 1522. |
This settlement is situated on the hilltop, at 525m. above sea level,
in a dominant position with enchanting views overlooking the Val di Chiana and the hills
which separate it from the Val DAmbra.
Historically, Civitella owes its importance
to its strategic position in the area in comparison to roads towards Siena and
Florence,
as well as its fundamental role in defending the town of Arezzo, where Bishops Conti had
taken up their residence with a double function; military shelter and summer residence.
The castle lived its time of fullest splendour with Bishop Guido Tarlati, who proclaimed
himself Lord of Civitella and took up his own residence there. Several buildings had to be
built against the castle walls as service facilities for garrisson, stables, deposits for
provisions and servants.
The final town layout dates back to about the second half of the 13th
century, when Bishop
Guglielmino of Ubertini decided to erect some impressive fortifications on the foundations
of Cassero, already a refined residence of bishops from Arezzo, which stood on former
Roman and Lombard fortification.The town had come about according to a set plan due to
the morphology of the land and the pre-existing buildings, such as villages
built against the Siennese gate, the castle and the church of S. Maria. As
it grew, it became the bearing axis of the town planning structure, like a
sort of big, extended square with Becattini Square at one end and Lazzeri
Square at the other end, linked by a short street called Martiri di
Civitella. Along this public area, the main architectural findings of
Civitella can be seen, a large proportion of which were rebuilt following
the considerable destruction suffered after the 1944 German retaliation:
The Becattini building, owned by the same until 1877,
now serves as an old peoples home.
Palazzo del Podestà, which in the 15th century was
provided with an open arcade with arches in brickwork, was then extended to other
buildings in Via Maestra to form a continuous colonnade. On the inside, there are frescoes
dating back to the 14th century, whilst on the outside, several recently restored armorial
bearings, of the Podestà di Civitella, are to be admired.
The building formerly a Chancellery of the community,
dated circa 1360, then given over to school use and today partially used as a post office.
The beautiful stone reservoir, on an octagonal base,
has been a unique and irreplaceable water resource for many centuries for the benefit of
the castle and the community.
The Ninci building in Lazzeri Square, the result of
several buildings put into effect in the 18th century.
The church of S. Maria, dates back to the year 1000,
reconstructed in Romanesque style with stone pillars in 1252, then removed in the
restoration of 1765. At the beginning of 1900, it was enlarged and finally rebuilt after
the 1944 war.
Besides the castle and the architectural monuments
mentioned above, we recommend seeing the circle of walls with its several bulwarks
following the convenient bypass. In addition to the various views, you can admire the
original re-entrant form of the Siennese gate in which you can even see a nice Tabernacle
with the Madonna and Childs effigy in majolica policroma, clearly by Robbiana
school, dated 1522. |