Comune di Civitella in Val di Chiana
Comune di Civitella in Val di Chiana medaglia d'oro al valore civile
domenica 22 aprile 2018  Meteo Meteo

La Strage nazifascista del 29 giugno 1944 Fotografie e MonumentiVideoDocumentiIl campo di concentramento “Villa Oliveto”
Intervento del Sindaco

“Ai vivi si devono dei riguardi – affermò il filosofo francese Voltaire - ai morti si deve soltanto la verità” E’ stato precisamente questo il criterio che ha ispirato negli ultimi 18 anni la politica della memoria del Comune. Nel convegno internazionale svoltosi ad Arezzo nel 1994, che ebbe il merito di suscitare in tutto il paese una ripresa degli studi sulle stragi naziste, la memoria di Civitella fu definita dagli storici una memoria divisa, ossia una memoria lacerata al suo interno da diverse attribuzioni della responsabilità della strage. Attraverso quel convegno furono raccolti documenti e testimonianze in parte consultabili nella sezione video testimonianze.

In questa situazione era particolarmente importante la piena ricostruzione della verità storica. Nel 1998, attraverso un protocollo d’intesa, sottoscritto dai Sindaci dei Comuni di Civitella Gilberto Dindalini, di Bucine Paolo Nannini, di Cavriglia Enzo Brogi e di Stia Roberto Frulloni, fu commissionata una ricerca in Germania svolta dallo storico Carlo Gentile. La ricerca di Gentile (che sarà possibile consultare nella sezione documenti) costituì un prezioso contributo per ottenere una ricostruzione piena e accurata dell’origine e della dinamica del massacro del 29 giugno del 1944. La ricerca di Gentile fu anche il primo passo che permise alle Comunità di formulare un’apposita richiesta di procedimento penale affidando l’incarico all’Avv. Guido Calvi di Roma.

E con l’arrivo alla Procura militare di La Spezia del dr. Marco De Paolis, che con impegno, determinazione e anche passione lavorò assiduamente per la ricerca della verità e l’individuazione dei responsabili, fu possibile giungere alle sentenze del 2006 e del 2007 (consultabili nella sezione documenti ) che riconobbero la colpevolezza di “omicidio contro privati nemici pluriaggravata e continuata” per Max Milde e Siegfried Boettcher. Per la comunità di Civitella si è trattato di un risultato importante. La richiesta di giustizia, che era stata solennemente avanzata durante la visita del Presidente Carlo Azeglio Ciampi l’8 ottobre 2004, aveva finalmente trovato soddisfazione.

E questa verità e la storia di questa comunità rappresentano uno degli impegni più importanti che come Sindaco sento di dover portare avanti. Per trasmettere la memoria dell’evento alle nuove generazioni il Comune di Civitella organizza ogni anno, insieme al Comune di Bucine, una marcia della pace. L’amministrazione ha inoltre aiutato la nascita di una stanza della memoria nella quale si raccolgono fotografie di epoca, effetti personali delle vittime, pubblicazione di vario tipo. Il luogo di memoria è gestito con grande dedizione dall’Associazione “Civitella ricorda” il Comitato dei parenti delle vittime la cui Presidente Ida Balò, ma anche gli altri componenti del Comitato Bozzi Terzilio e Malentacchi Sestilio, hanno rappresentato per l’Amministrazione comunale un prezioso punto di riferimento per tutte le iniziative che insieme a loro programmiamo.

In un territorio relativamente piccolo come quello del nostro Comune la seconda guerra mondiale aveva tuttavia lasciato un'altra importante e dolorosa traccia: l’istituzione, nella località di Oliveto, di un campo di concentramento. A partire dal 1942 il campo era stato essenzialmente popolato da ebrei libici, che in omaggio alle leggi razziali del 1939 il fascismo aveva brutalmente sradicato dai loro lontani luoghi di origine. Nel gennaio del 1944 i 61 ebrei ancora presenti nel campo furono deportati da truppe SS prima a Fossoli e poi trasferiti nel lager di Bergen Belsen in cui poterono sopravvivere solo in ragione di circostanze del tutto fortuite.

Si trattava, nuovamente, di una vicenda completamente oscurata che è stata riportata alla luce attraverso interviste con i testimoni locali, l’istituzione di contatti in Israele con alcuni sopravvissuti all’internamento, e, anche in questo caso, con accurate ricerche di archivio, che sulla base di un finanziamento dell’Unione Europea hanno portato alla costituzione di un data base oggi consultabile sul sito dell’Associazione per la storia e le memorie della repubblica al quale è possibile accedere attraverso la sezione Campo di concentramento “Villa Oliveto”.

La ricostruzione della storia di Civitella nella seconda guerra mondiale, per molti versi esemplare di vicende analoghe che si svolgono negli stessi anni su scala nazionale ed europea, si è avvalsa della collaborazione appassionata di storici e antropologi. La bibliografia su Civitella (consultabile nella sezione “La strage del 29 giugno 1944”) si è via via arricchita negli anni, e oggi annovera, per citare solo alcuni nomi, i lavori di Pietro Clemente, di Giovanni Contini, di Leonardo Paggi. Di questa collaborazione con il mondo della cultura e della ricerca storica siamo fieri. Si tratta di un legame che vogliamo preservare e rinnovare nel tempo.

La memoria dei massacri nazisti è per noi in primo luogo componente essenziale della memoria repubblicana ed inestinguibile fonte di legittimazione della democrazia antifascista ricostituitasi dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale.

La sentenza della corte Internazionale di Giustizia dell’Aja del 3 febbraio scorso ha formulato un invito ai due paesi a mantenere aperto il negoziato al fine di conseguire in tempi brevi una soluzione consensuale della vertenza.

Per ottenere questo insieme al Sindaco di Bucine Sauro Testi abbiamo chiesto al Ministro degli Esteri Giulio Terzi di partecipare al tavolo di consultazione che era stato convocato per raccogliere dalla società civile pareri circa le forme di composizione della vertenza. Il 30 maggio scorso, insieme ai Sindaci di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto, il Ministero degli Esteri ci ha ricevuto in una riunione che aveva come obiettivo un riconoscimento ufficiale da parte della Repubblica tedesca, nei confronti delle comunità che hanno subito le rappresaglie delle truppe naziste tra il 1943 e il 1944. La riunione è stata fissata all’indomani della firma di un appello che insieme agli altri sindaci abbiamo rivolto ai Presidenti Giorgio Napolitano e Joachim Gauck con il quale abbiamo chiesto di superare il contenzioso giuridico tra gli stati con una ripresa di dialogo culturale tra i due paesi e di lavorare per la creazione di un fondo bilaterale che consenta di proseguire le iniziative di ricerca e di storia della memoria. L’appello è scaturito da un seminario organizzato a Firenze dall’Associazione per la Storia e le Memorie della Repubblica.

Intervenendo nel giugno del 2009 alle celebrazioni del 65esimo anniversario della strage l’ambasciatore tedesco in Italia Michael Steiner ebbe parole importanti per noi. “La Germania esprime il suo più profondo rammarico per le sofferenze inferte - egli disse in quella occasione - noi tedeschi proviamo senso di colpa, lutto e vergogna”. Proprio sulla base di questo riconoscimento l’Amministrazione comunale ha stipulato un gemellaggio con il comune di Kampfelbach nel Baden-Wuerttenberg.

Kampfelbach si trova ai confini con la Foresta nera, ad appena 7 km dalla cittadina di Pfoerzheim, che il 23 febbraio del 1945 fu oggetto di un bombardamento inglese nel corso del quale perì un quarto della popolazione, circa 17.000 persone, e l’83% delle abitazioni andò distrutto. Anche la Germania ha pagato i suoi prezzi.

L’obbiettivo del nostro gemellaggio è quello di realizzare “un consolidamento di amicizia tra le due comunità per una pacifica coesistenza in Europa”. In questo spirito vogliamo continuare ad operare, a partire se possibile, dalle prossime ricorrenze, come suggerisce l’appello ai due presidenti. Il Comune di Civitella sarà ben lieto di fare tutto il possibile per muoversi fin da ora nello spirito di uno sviluppo della cooperazione culturale tra i due paesi.

Alla crisi che ha investito il processo di unificazione europea bisogna dare risposte che interessino non solo il presente e l’economia ma anche la memoria del passato, nella costruzione di uno spirito pubblico e di una memoria europea che ancora fa molta fatica a prendere forma.

Ginetta Menchetti
Sindaco di Civitella in Val di Chiana


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