Comune di Civitella in Val di Chiana
Comune di Civitella in Val di Chiana medaglia d'oro al valore civile
mercoledì 17 ottobre 2018  Meteo Meteo

Unioni Civili e Convivenze di fatto

COSTITUZIONE UNIONE CIVILE


LA COPPIA, formata da due persone maggiorenni dello stesso sesso, può scegliere liberamente il comune a cui rivolgersi per costituire l'unione civile, indipendentemente dal comune di residenza.
LA RICHIESTA di costituzione dell'unione civile va presentata congiuntamente da entrambi i componenti della coppia all'ufficiale dello stato civile.
La coppia deve indicare nella richiesta: nome e cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza e luogo di residenza, e deve dichiarare inoltre l'insussistenza delle cause impeditive alla costituzione dell'unione civile di cui all'art.1, comma 4 della legge 76/2016.
Al momento della richiesta, l'ufficiale dello stato civile, verificati i presupposti di legge, redige immediatamente processo verbale della richiesta e lo sottoscrive unitamente alle parti, che invita, dandone conto nel verbale, a comparire di fronte a sé in una data, indicata dalle parti, immediatamente successiva al termine di 15 giorni previsto dalla legge per la celebrazione dell'unione civile. Non vanno effettuate le procedure per le pubblicazioni previste per il matrimonio. I comuni hanno l'obbligo di ricevere le richieste fatte dalle parti e fissare entro 15 giorni dalla richiesta la data prevista per la cerimonia
LO STRANIERO deve presentare nella richiesta all'ufficiale di stato civile una dichiarazione dell'autorità competente del proprio paese, in cui viene attestato il suo stato libero e il conseguente nulla osta all'unione civile secondo quanto previsto dall'art.8 del cosiddetto "decreto ponte". Le autorità di paesi in cui l'omosessualità è criminalizzata potrebbero negare senza valide ragioni il nulla osta all'unione civile, in questo caso come ha sottolineato il Consiglio di Stato il diritto di costituire un'unione civile è una norma di ordine pubblico che prevale sulle leggi straniere che vietano ai propri cittadini di costituire unione civile o contrarre matrimonio con una persona dello stesso sesso. In questo caso l'ufficiale di stato civile procederà anche in assenza del nulla osta da parte dell'autorità straniera.
LA DATA DELLA CELEBRAZIONE E LA SALA . La coppia può richiedere di costituire l'unione civile nel luogo già messo a disposizione dal regolamento comunale vigenti per i matrimoni e alle stesse condizioni. La celebrazione dell'unione civile è affidata al Sindaco, o all'ufficiale di stato civile. Alla presenza di due testimoni scelti dai contraenti.
IN CASO DI INFERMITA' O ALTRO IMPEDIMENTO, secondo quanto previsto dalla legge, l'ufficiale di stato civile si trasferisce nel luogo in cui si trova la persona impedita di recarsi nella casa comunale e riceve la richiesta presentata congiuntamente dalle parti allo stesso modo avviene la costituzione dell'unione civile in costanza di impedimento a recarsi presso la casa comunale nella data stabilita..
LA SCELTA DEL COGNOME COMUNE DELLA COPPIA è una facoltà rimessa alle parti. In caso la coppia voglia adottare uno dei due cognomi delle parti come cognome familiare occorre farne dichiarazione congiunta all'ufficiale di stato civile al momento della richiesta di costituzione dell'unione civile. La parte interessata sceglie se anteporre o posporre il cognome comune al proprio cognome di nascita. L'aggiunta del cognome comporta il cambiamento del codice fiscale. Lo scioglimento dell'unione civile comporta la perdita del cognome comune.
IL REGIME PATRIMONIALE scelto dalla coppia può essere dichiarato al momento della richiesta di costituzione dell'unione civile. La scelta può essere tra comunione o separazione dei beni con gli stessi effetti legali previsti nel matrimonio. In assenza di scelta esplicita il regime patrimoniale è costituito dalla comunione dei beni.
"UNITA/O CIVILMENTE" è la formula che, su richiesta delle parti unite civilmente, viene apposta negli atti e nei documenti in cui è prevista l'attestazione dello stato civile secondo quanto previsto dall'art. 7 del "decreto ponte". Indipendentemente dalla scelta, lo stato civile della persona unita civilmente, al pari di quella coniugata, non è più libero; nelle autocertificazioni non è quindi possibile dichiarare come "libero" il proprio stato civile, anche se si sceglie di non indicare la formula "unita/o civilmente" nei documenti.
I MATRIMONI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO CONTRATTI ALL'ESTERO
. La coppia formata da due cittadini italiani o da un cittadino italiano e uno straniero che si sia sposata (o unita civilmente) all'estero di fronte all'autorità locale non deve celebrare un'unione civile in Italia ma ha invece l'onere di richiederne la trascrizione o tramite il Consolato italiano nel paese in cui è stato celebrato il matrimonio oppure direttamente all'ufficio di stato civile in Italia. Al momento della trascrizione è possibile scegliere il regime patrimoniale della coppia (in assenza di scelta esplicita si applica la comunione dei beni) e l'eventuale cognome comune della coppia scelto tra uno dei due cognomi delle parti.Ai fini della validità (e quindi della trascrivibilità in Italia) del matrimonio celebrato all'estero è irrilevante che esso sia stato celebrato prima dell'entrata in vigore della legge (italiana) 76/2016 in quanto la validità dell'atto di matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all'estero è regolato unicamente dalla legge dello stato estero di celebrazione.
INFORMAZIONI E CONTATTI:
UFFICIO STATO CIVILE (0575/445313-14)


RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 20 maggio 2016, n.76 "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze" (G.U. n.118 del 21/05/2016)
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 144 del 23 luglio 2016 (cosiddetto "decreto ponte" o "decreto transitorio") (G.U. n. 175 28/07/2016)
- Decreto del Ministro dell'Interno del 28 luglio 2016 (cosiddetto "formulario")- Parere del Consiglio di Stato del 21 luglio 2016, n.1695
- Circolare del Ministero dell'Interno del 5 agosto 2016 n. 3511

CONVIVENZE DI FATTO


La dichiarazione per la costituzione di una convivenza di fatto può essere effettuata da due persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, residenti nel Comune di Civitella in Val di Chiana, coabitanti e iscritte nel medesimo stato di famiglia.
Gli interessati non devono essere legati tra loro da vincoli di matrimonio o da un'unione civile, ne da rapporti di parentela, affinità o adozione.
Come dichiarare una convivenza di fatto
Gli interessati devono presentare un'apposita dichiarazione sottoscritta da entrambi (modulo allegato alla scheda) unitamente alle copie dei documenti d'identità.
N.B.:
La dichiarazione non può essere effettuata da coloro che facciano già parte di un'unione civile, i cui effetti non siano cessati al momento della domanda di iscrizione, nè dalle persone coniugate fino al momento dell'annotazione dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili sull'atto di matrimonio.
La dichiarazione può essere inoltrata :
• alla casella PEC
• via fax
• posta raccomandata
• tramite appuntamento fissato tramite i Servizi del Comune
Cancellazione di una convivenza di fatto
La cancellazione della convivenza di fatto può avvenire nei seguenti casi:
• d'ufficio in caso di cessazione della situazione di coabitazione nel Comune di Civitella in Val di Chiana di uno o entrambi i componenti della convivenza di fatto o in caso di matrimonio e unione civile;
• su richiesta qualora vengano meno i legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. La cancellazione avverrà su domanda di una o di entrambe la parti interessate.
La richiesta di scioglimento della convivenza di fatto (modulo allegato alla scheda) potrà essere inviata con le stesse modalità della dichiarazione di convivenza di fatto sopra riportate.
N.B.:nel caso di richiesta di cancellazione di una sola parte interessata il Comune provvederà a inviare all'altro componente la relativa comunicazione.
Effetti della dichiarazione della convivenza di fatto
I conviventi di fatto:
a) hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'Ordinamento penitenziario;
b) in caso di malattia e di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza, nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per coniugi e famigliari;
c) ciascun convivente di fatto può designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporti incapacità di intendere e di volere per le decisioni in materia di salute oppure, in caso di morte, per quanto riguarda la donazione degli organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie;
d) i diritti inerenti la casa di abitazione;
e) successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza per il convivente di fatto nel caso di morte dell'intestatario del contratto o di suo recesso;
f) inserimento nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, qualora l'appartenenza ad un nucleo famigliare costituisca titolo o causa preferenziale;
g) diritti del convivente nell'attività d'impresa;
h) ampiamento delle facoltà riconosciute al convivente di fatto nell'ambito delle misure di protezione delle persone prive di autonomia;
i) in caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell'individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applica i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.

L'ufficiale d'anagrafe rilascia la certificazione anagrafica relativa alla convivenza di fatto.
Sottoscrizione di un contratto di convivenza: disciplina dei rapporti patrimoniali

I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un Contratto di Convivenza che deve avere le seguenti caratteristiche formali, da rispettare anche in caso di successive modifiche o risoluzione: atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o un avvocato.

I contratti di convivenza devono essere trasmessi dal notaio o dall'avvocato al comune di residenza dei conviventi entro i successivi dieci giorni dall'avvenuta stipula a mezzo PEC al seguente indirizzo civichiana@postacert.toscana.it
Contenuto del contratto di convivenza

a) indicazione della residenza dei conviventi di fatto
b) le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale e casalingo;
c) il regime patrimoniale della comunione dei beni (modificabile in qualunque momento nel corso della convivenza);
Scioglimento del contratto di convivenza

a) accordo delle parti (atto pubblico o scrittura privata sottoscritta da entrambi i conviventi ed autenticata da notaio o avvocato);
b) recesso unilaterale (il notaio o l'avvocato che ricevono l'atto devono notificare copia all'altro contraente);
c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed un'altra persona (la parte che ha contratto matrimonio o unione civile deve darne comunicazione all'altro convivente e al professionista che ha redatto il contratto);
d) morte di uno dei conviventi (il convivente superstite o gli eredi del deceduto dovranno darne comunicazione al professionista che ha redatto il contratto di convivenza, che a sua volta provvederà a notificare il contratto con l'annotazione della risoluzione all'anagrafe del Comune di residenza)

Riferimento normativo
Legge n. 76/2016 (in vigore dal 05 giugno 2016)

 

 

 

 

 


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