Comune di Civitella in Val di Chiana
Comune di Civitella in Val di Chiana medaglia d'oro al valore civile
venerd́ 14 dicembre 2018  Meteo Meteo

Cenni storici

RoccaCivitella in Val di Chiana esisteva già, come insediamento, in età etrusco-romana, provata anche dai rinvenimenti di un'urna cineraria con iscrizione etrusca presso Viciomaggio o del cippo sepolcrale rinvenuto nella chiesa di San Pietro a Ciggiano.

Più tardi, alcuni dei luoghi che erano stati insediamenti etrusco-romani, diventeranno forti longobardi, come Gaenne o, appunto, la rocca di Civitella, con le caratteristiche di sorgere su colli notevolmente rialzati e capaci di controllare vaste zone sotto di sè, in generale confluenze fra valli diverse; a partire da questo momento si assistè all'esteso fenomeno dell'incastellamento e, in Val di Chiana, al decadimento della via Cassia, con la nascita di percorsi pedecollinari che collegavano i nuovi piccoli nuclei più facilmente difendibili.

Tra il IX e l'XI secolo l'intera area ebbe un periodo di fondamentale sviluppo, legato al diffondersi di pievi, monasteri, badie e ospedali, sorte lungo le antiche vie romane e le nuove strade medioevali. A partire da questo periodo si hanno sempre maggiori notizie del castello del "feudo di Civitella", che dopo il Mille passò al vescovo di Arezzo. Il castello venne chiamato 'Civitella del Vescovo' per la sua appartenenza ai Vescovi di Arezzo, che l'avevano eletto a capoluogo del loro viscontado in Val d'Ambra

Guglielmino degli Ubertini
Divenuto nel 1248 vescovo di Arezzo a soli 29 anni, Guglielmino degli Ubertini (1219-1289), di famiglia ghibellina, per contrasti con il Comune della città decise di porsi a capo della fazione guelfa e si ritirò a Civitella. Tornato ad Arezzo, in pochi anni ottenne il controllo della città. A partire dal 1280 si spostò sempre più verso la fazione ghibellina: cacciato dalla città, tra il 1284 e l'85 riuscì di nuovo ad avere la meglio sui guelfi grazie all'aiuto di Buonconte da Montefeltro, il capo ghibellino che gli sarà accanto nella fatale battaglia di Campaldino. Nel 1288, i due sconfissero i senesi a Pieve al Toppo, ma l'anno seguente, nella piana di Campaldino, dovettero misurarsi con le soverchianti forze dell'esercito fiorentino, perdendo la vita sul campo.

Nel XIII secolo, Civitella subì la sua prima distruzione e fu ricostruita nel 1272 per ordine del vescovo di Arezzo Guglielmino degli Ubertini: dopo la battaglia di Campaldino (1289), Civitella venne occupata dai fiorentini; tornato ai vescovi di Arezzo nel 1311 vi fu stipulata una pace fra il vescovo Ildebrandino dei conti Guidi di Romena e gli ambasciatori dell'imperatore Arrigo VII, che segnò un periodo di allentamento nelle guerre fra guelfi e ghibellini

Gli statuti di Civitella
Nel 1501 Civitella decise di attuare una revisione degli antichi statuti, traducendoli in volgare ed aggiornandoli con nuove disposizioni.  Il 21 luglio 1553 vennero autorizzati nuovi Statuti, con una struttura abbastanza simile a quelli del 1551. Grandi novità furono apportati negli Statuti del 1591, che affidavano al Podestà di Civitella la competenza criminale per i reati inferiore alle 50 lire, ma vi era molto ridotta l'autonomia locale a favore della legislazione fiorentina. Tutta la Podesteria di Civitella entrerà comunque in crisi a partire dagli inizi del XVIII secolo fino ad essere smantellata nel 1808, quando entrerà in vigore, anche in Toscana, la legislazione napoleonica prevista dal Codice civile francese. Nel 1838 infine la Podesteria venne soppressa e tutte le competenze passarono all'amministrazione di Monte S.Savino.

Nel corso del Trecento, il castello seguì le sorti di altri castelli del contado aretino, alternandosi tra il dominio dei vescovi di Arezzo e quello della repubblica fiorentina, alla quale passò definitivamente nel 1384, diventando sede di Podesteria.Nel 1554, Civitella venne attaccata dalle truppe senesi di Pietro Strozzi e difesa da Paolo da Castello, capitano al servizio di Cosimo I dei Medici.
La podesteria trecentesca fu successivamente eretta in comunità nel 1774, in occasione del riordino territoriale e della riforma amministrativa voluta dal granduca Pietro Leopoldo.

La strada dei Mercanti
In epoca Leopoldina questa arteria venne utilizzata come via secondaria per trasportare il grano dalle fattorie della Valdichiana al Valdarno passando per la Valdambra, ma il tracciato esisteva sin dal Medioevo. Esso toccava alcune località rinomate per i mercati e per le fiere, come Caggiolo, Mercatale, Selvapiana, Levane. Il percorso partiva presumibilmente nei pressi della Fattoria di Fontarronco, passava da Spoiano, costeggiava il Leprone, arrivava poi a Caggiolo e alla Palazzina, per scapicollare subito dopo il passo di Mercatale. Lasciato l'attuale territorio di Civitella correva lungo la Trove verso la Valdambra per arrivare infine a Levane. Sull'origine romana della strada non esiste accordo tra gli studiosi.

Il 29 giugno 1944, durante la seconda Guerra mondiale, gli abitanti dei paesi di Civitella, Cornia e San Pancrazio (in comune limitrofo) subirono un terribile massacro da parte delle armate tedesche della divisione Herman Göering. Le vittime furono 115 a Civitella, 58 a Cornia e 71 a San Pancrazio. Per tale accaduto, nell'anno 1963, è stata conferita al Comune di Civitella in Val di Chiana una medaglia d'oro al valor civile (atto di conferimento).


File Allegati

Medaglia d'oro

Comune di Civitella in Val di Chiana - 52041 Badia al Pino (AR) Via Settembrini, 21 - Telef. 05754451, Fax 0575445350
E-mail: comune@civichiana.it, PEC civichiana@postacert.toscana.it, IBAN: IT65C0103071451000000135112, CF e PI: 00259290518

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